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Pubblicata in data 7/9/2005
Mi arrampico su ogni ricordo disponibile quando, come ora, la situazione mi impone di volgere lo sguardo altrove.
Sentivo quanto da fare ci si da per scoprire il nuovo “vecchio” portiere per la prossima stagione e, allora…
Mi mancano le urla mute di Tancredi, i baffi di Conti, quello che stava in porta, il portamento di Konsel, perfino i riccioli di Cervone, quando in porta c’era sempre e solo un numero Uno, che voleva dire un punto di riferimento, una colonna, fosse anche insicura, ma sempre quella.
Nell’ultima stagione, e non solo in quella, tra i pali della Roma c’è stato un traffico che nemmeno al casello della Roma-Milano il 15 agosto…
Un giovane che rimpiazza un giovane ancora di più, un veterano che non va bene, un portiere nazionale che si sente in discussione, poi, ancora, e ancora, fino a farmi chiedere cosa sarebbe stato se ci fossimo decisi ad abolirlo, il portiere…
Un marasma senza fine, con il solo risultato di non capire più cosa, chi, quando tifare per la Roma e quando pregare che il ragazzino di turno fosse capace, almeno di non farsi sfuggire i guanti dalle mani.
Son tutti bravi! Sì sì sì!!!
E chi lo nega!? Solo che, se ci fosse un modo per fargli capire, ai dirigenti, che un capo di abbigliamento di qualità, pagato il giusto, dura di più di una magliettina presa al mercato dell’usato, be’, in quel caso, ci saremmo risparmiati anche schieramenti difensivi più immobili di un calcio balilla ed un centrocampo con le radici nella sabbia, ed un attacco con la responsabilità conseguente di farsi trovare pronto in cinquanta metri di campo…
Ok, ok.
Adesso c’è un gioiello fatto in casa. Ma attenzione - non dico nulla di nuovo – non facciamo in modo che diventi il salvatore della patria.
A nessuno farebbe piacere trovarsi in un plotone ordinatissimo, in prima linea, e scoprire, appena avvistato il nemico, che gli ordini li deve dare lui…
Buon viaggio, portierino.
E, non allarmarti, prima o poi un gol lo si prende.
…ho detto uno!
Alessandro Galli
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