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Pubblicata in data 13/10/2005
Avrei avuto più gusto, a questo punto, a scrivere di una Roma sorridente e, se non a punteggio pieno, perlomeno con una buona manciata di vittorie in più.
Invece mi vedo costretto a leggere le stesse frasi, sui giornali, che l’anno passato mi avevano fatto pensare, seriamente, di emigrare in posti dove il gioco del pallone fosse solo un passatempo.
Non è il caso di ricordare quello che sta succedendo in questo campionato che, già da prima dei primi calci, aveva dato un nome alle pretendenti al titolo e alle destinate alla serie cadetta; o forse no, è proprio il contrario! Bisognerebbe dare un’occhiata ai risultati e a quelli che ci aspettavamo, magari sopravvalutando il fatto che un allenatore di comprovate doti potesse essere la panacea di tutti i mali, tanto per usare un’espressione fin troppo logora…
Ci troviamo a dover fare, adesso, i conti, con una realtà notevolmente meno piacevole di quella che, sull’onda di un entusiasmo immotivato, avevamo previsto: imbattuti fino al derby, Montella rinato, Cassano deciso e tutti gli altri a far da paladini di una riscossa epica. (Non parlo di Totti perché… Totti è Totti!)
E a guardar bene non c’era altro motivo per sperare tutto ciò se non, purtroppo, la voglia di rivincita dopo un’annata finita, fin troppo bene, con la mancata retrocessione!
Non voglio fare la Cassandra, sia chiaro, ma ci sarebbe bisogno di un più limpido e realistico esame della nostra situazione.
Da parte mia sento la necessità di guardare negli occhi quello che abbiamo a disposizione: una squadra tutto sommato decente, ma anche notevoli mancanze, nei reparti fondamentali. E credo sia almeno dannoso attribuire allo stop di mercato il non arrivo in giallorosso di campioni che, diciamocelo, comunque non avevamo soldi per comprare.
Il mercato in entrata ha portato “parametri zero” che, per carità, non hanno nulla da invidiare ad altri giocatori dal cartellino a sei zeri, ma, è chiaro, manca altro a questa Roma per considerarsi da podio.
E poco importano le dichiarazioni per-campionato che ci facevano figurare quarti con tutti gli onori.
Conta soltanto quel che si vede. A volte neanche quello.
E ciò che è vero è che siamo in attesa di un cambio, che non sia né di allenatore ne di tattiche o strategie.
Ciò che ci vuole è, secondo il mio inutile parere, soltanto una cosa: la consapevolezza di dover lottare per un posto onorevole, e non tra le grandi, ma semplicemente rispetto alle nostre possibilità.
Non siamo in grado di essere invincibili. Rendiamocene conto. Così, almeno, partiamo da un dato di fatto.
Alessandro Galli
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